La vegetazione

Oltre l’80% del territorio della Riserva è occupato da boschi, in prevalenza da castagneto ceduo frammisto ad alcuni esemplari di rovere. Nel sottobosco le specie più comuni sono Pteridium aquilinum, Molinia arundinacea, Luzula nivea, e nei pendii esposti a nord, Vaccinium myrtillus e Blechnum spicant. La vegetazione è prettamente acidofila e tipica degli ambienti asciutti e con suoli esili.

Sul versante settentrionale, quasi alla sommità del S. Monte, vi è un bosco di limitata estensione con specie comuni di ambienti freschi, tra cui domina Fraxinus excelsior.

Lungo il rio Livesa sono presenti aree umide con vegetazione mesofila e igrofila di particolare interesse; da un alneto di ontano nero nella zona più alta del corso, si passa via via a un  bosco con prevalenza di acero di monte, con tratti di corileto con presenza sporadica di frassino, una zona a castagneto ad alto fusto e un tratto misto con robinia.

In una piccola area a sfagni assai interessante sono segnalate la presenza di Drosera rotundifolia e Drosera intermedia, due piante erbacee rare che si nutrono di insetti.

Tra le specie inconsuete presenti nella Riserva Naturale vi è anche l’Osmunda regalis, una felce di 3-15 dm di altezza e con un’infiorescenza a pannocchia, visibile tra giugno e luglio, che cresce nei luoghi umidi.

La vegetazione ai margini delle sabbionere, dove il ph oscilla tra valori di 4,8 e 5, è rappresentata da specie acidofile, tra cui Calluna vulgaris e Molinia arundinacea.

Nei versanti maggiormente esposti alcuni terrazzamenti con muri a secco testimoniano l’uso, fino a qualche decennio fa, di una discreta superficie collinare a colture agrarie, vigneti, prati stabili e orti. Purtroppo attualmente solo una modesta percentuale di appezzamenti sono ancora utilizzati, per lo più con destinazione all’autoconsumo, con produzione di cereali, frutta e uva.

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