La presenza umana

Dagli scavi archeologici compiuti è emerso che la collina di Belmonte fu abitata dall’uomo fin dal periodo del Bronzo finale e nella prima età del Ferro. Si ha pertanto testimonianza di come esistesse un grande insediamento lungo i declivi più dolci dove si cacciava, si allevava bestiame, si macinavano le granaglie – frumento, orzo e miglio – e si cuocevano i cibi nei focolari delle capanne. Sono stati ritrovati anche vasellame e urne cinerarie in un piccolo avvallamento nei pressi della chiesa di S. Apollonia, luogo considerato sacro e che si trova in prossimità della strada pedonale che collega Valperga  al S. Monte di Belmonte.

La frequentazione dell’altura è proseguita sia in epoca romana sia al tempo dei Longobardi. Sono ancora visibili nell’area del "Campass" le fondamenta di un “castrum” longobardo, simile a un villaggio cinto da muro. Campagne di scavo hanno portato alla luce reperti interessanti, come oggetti di uso comune, armi e monili di fattura pregiata. Una delle sale rinvenute sarebbe riconducibile a una fucina per la lavorazione di metalli,  utensili da lavoro e la realizzazione di armi.

 

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