Il tesoretto

"Il 'tesoretto' della Torre Cives è costituito da cinque monete d'oro di epoca bizantina: una di Leone I e le altre di Basilisco. Le monete sono state trovate nel 1956 da alcuni operai durante lavori di sistemazione della strada sterrata che porta alla Torre".
Da "Contributi sulla romanità nel territorio di Eporedia", Giorgio Cavaglià – 1998
I solidi dei due Imperatori. Le cinque monete d'oro sono descritte in un documento del 1956 della Soprintendenza alle antichità del Piemonte.

N. 4 solidi dell'Imperatore Basilisco (476-477), di zecca italiana di cui: Davanti/Busto elmato e corazzato, di fronte, dell'Imperatore con la lancia sulla spalla. "D.N. BASILIS-CVS PRET AVG".
Retro/ La Vittoria, stante a sinistra, con lunga croce. Nel campo, a destra, una stella. "VICTORI-A AVGG".
All'esergo: "COMOB".
 

N. 1 solido dell'Imperatore Leone (457-473), di zecca di Costantinopoli di cui:
Davanti/ Busto elmato e corazzato di fronte dell'Imperatore con la lancia sulla spalla.
"D.N. LEO PE-RPET AVG". Retro/ La Vittoria stante a sinistra, con lunga croce. Nel campo, a destra, una stella.
"VICTORI-A AVGGGA".
All'esergo: "CONOB"
 

Da "Atto di stima delle monete", redatto il 18 maggio 1956 dalla Soprintendenza alle Antichità del Piemonte
In base alle valutazioni della Soprintendenza e del Comune di Vidracco il ritrovamento del "tesoretto" fu attribuito ai trenta operai del cantiere: come stabilito dalla legge essi ottennero un premio di L. 20.000, pari ad un quarto del valore delle monete. "I 'solidi' di Vidracco sono monete che provengono da un periodo travagliato ed oscuro della storia e furono emesse da Costantinopoli: la moneta di Leone I è di splendida conservazione e forse apparteneva alle emissioni avvenute verso la fine del suo regno (474). Le quattro monete di Basilisco sono di perfetta conservazione. I 'solidi' arrivarono a Vidracco tra il 476 e la prima metà del 477. Secondo le ipotesi fatte dagli esperti, le monete potrebbero essere state usate per consistenti scambi commerciali tra quest'area del Piemonte e il porto di Genova, all'epoca luogo fiorente di scambi da tutto il mondo conosciuto, con utilizzo di monete diverse. Non parrebbe doversi escludere l'ipotesi di una determinante commerciale alla presenza dei solidi di Vidracco… sappiamo che la Val Chiusella era già nota ai tempi dei Romani con il nome di vallis cavearia, per le sue miniere di ferro e di rame".
Da "AD QUINTUM", Bollettino del Gruppo Archeologico di Collegno – 1972.

 

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