Il Santuario

L’origine di Belmonte come luogo sacro è riconducibile, tra storia e leggenda, ai primi decenni dell’anno mille quando sorse un monastero benedettino dipendente dalla famosa abbazia di Fruttuaria, fondata nel 1003 dal monaco Guglielmo proveniente dal grande monastero di Cluny.

In breve tempo l’abbazia estese i suoi possedimenti tanto da annoverare, nella sola regione pedemontana, più di cinquanta dipendenze e, tra queste, il priorato di Santa Maria di Belmonte.

Questa prima cella benedettina a Belmonte è da mettersi in relazione con la chiesa che la leggenda dice essere stata eretta dal re Arduino per ringraziare la Madonna che l’aveva guarito da una grave malattia. Ciò che è certo è che fin dal 1200, secondo le cronache del tempo, essa divenne un piccolo centro di devozione popolare.

Dal 1326 a Belmonte troviamo un monastero femminile fondato dal Vescovo di Asti, Guido di Valperga e monaco di Fruttuaria. Ritornando alla leggenda, a questo Vescovo, afflitto da grave malattia, sarebbe apparsa la Vergine che, in cambio dell’immediata guarigione, gli chiese di stabilire a Belmonte un monastero femminile. Dalla storia sappiamo che il 15 dicembre 1326 l’abate di Fruttuaria concedeva al Vescovo Guido la terra di Belmonte per l’erezione del monastero delle monache di Santa Scolastica.

Dopo un periodo di prosperità sia spirituale sia materiale, verso il 1500 iniziava il declino del monastero a causa dell’estrema povertà in cui erano costrette le monache per le continue vessazioni e soprusi dei signori delle terre circostanti, intenzionati ad usurpare i legittimi possedimenti delle benedettine.

Nel 1600, in seguito alle norme stabilite dal Concilio di Trento, le monache dovettero lasciare Belmonte per trasferirsi nel centro abitato della vicina Cuorgné. Il 31 maggio 1602 il monastero, la piccola chiesa e i terreni furono affidati ai frati francescani dai nobili Valperga, proprietari del luogo. I frati, secondo la loro Regola, non vissero isolati nel monastero, ma immediatamente parteciparono alla vita del popolo, diffondendo ovunque la buona novella evangelica e la devozione alla Madonna, in modo particolare con la predicazione di corsi di esercizi spirituali nelle parrocchie e, più volte all’anno, al Santuario dove accorrevano numerosi sacerdoti e fedeli per ritemprare la vita interiore nella solitudine e nella preghiera.

Nel 1620 iniziarono l’ampliamento del piccolo Santuario e la costruzione del convento, non solo per la dimora dei religiosi ma anche per poter accogliere e ospitare i pellegrinaggi che sempre più numerosi salivano a Belmonte dai paesi della terra canavesana.

Avvenimento di fondamentale importanza, nella storia del Santuario, fu la prima solenne incoronazione della statua della Madonna con il divin Figlio, avvenuta nel 1788. In quell’occasione la Santa Sede, riconoscendo le innumerevoli grazie ottenute per intercessione della Vergine, proclamò la Madonna "Regina di Belmonte". Purtroppo a questo evento gioioso ne seguirono altri di grande calamità a causa delle due soppressioni  degli Ordini Religiosi: la prima decretata da Napoleone durante la rivoluzione francese e la seconda dallo Stato Italiano nel 1866. Superata questa dolorosa bufera nel 1872 il Santuario poteva riprendere la sua normale attività ed i frati, in segno di riconoscenza, intrapresero giganteschi lavori per dare al Santuario un volto nuovo. Alla fine del 1800, con la realizzazione dei progetti dell’ingegnere conte Carlo Reviglio della Veneria prima e dell’ingegnere conte Carlo Ceppi poi, il Santuario assumeva l’aspetto che presenta attualmente: bianca sagoma che si staglia nel verde intenso da cui è incorniciata e si affaccia come balcone, proteso verso la pianura. Nella notte è presenza di luce fino a lontani orizzonti che invita al ringraziamento e all’invocazione di Colei che è la stella luminosa del nostro cammino.

Sulla facciata del Santuario, in alto, spicca l’affresco del pittore Giacomo Grosso che raffigura la Vergine con il re Arduino e San Francesco inginocchiati accanto a Lei e ai lati di questi Sant’Elena e San Secondo a sinistra, San Benedetto e Santa Cristina a destra.

L’11 agosto 1888 veniva consacrata la nuova chiesa e pochi giorni dopo, il 17 agosto, avveniva la seconda incoronazione della Madonna con solenni cerimonie che si conclusero il mese seguente con una grandiosa processione.

L’ultima incoronazione, per restituire alla Madonna le corone sottratte con furto sacrilego il 7 gennaio 2006, fu compiuta dall’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Severino Poletto, alla presenza di una folla immensa che gremiva ogni spazio accessibile attorno al Santuario. Erano presenti alla cerimonia una ventina di Sindaci per testimoniare la grande fede e devozione delle popolazioni canavesane che riconoscono e invocano la Madonna di Belmonte come loro Regina e Madre tenerissima.

Al sopraggiungere della sera, con le sue prime ombre, Belmonte ritornava nel suo mistico silenzio che sa di mistero, mentre in cielo s’accendevano le prime stelle, luci di speranza per un nuovo domani.

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